https://www.youtube.com/watch?v=atejQh9cXWI
Raccontare di sé e dell'altro, dell'altro con te e con gli altri. Raccontare del mondo e lasciarsi avvolgere. Senzatimore.
giovedì 14 novembre 2013
sabato 28 settembre 2013
S'ODE ANCORA IL MARE (di Salvatore Quasimodo)
Già da più notti s'ode ancora il mare, lieve, su e giù, lungo le sabbie lisce. Eco d'una voce chiusa nella mente che risale dal tempo; ed anche questo lamento assiduo di gabbiani: forse d'uccelli delle torri, che l'aprile sospinge verso la pianura. Già m'eri vicina tu con quella voce; ed io vorrei che pure a
te venisse, ora, di me un'eco di memoria, come quel buio murmure di mare.
venerdì 27 settembre 2013
STRACCIATO FOR EVER: only for men
Da ragazzi siamo alla ricerca della nostra personalità. Una ricerca non semplice nè immediata che passa attraverso piccole o grandi scelte: le frequentazioni, gli studi piuttosto che un lavoro, gli amori e anche l'abbigliamento. Facile è rivedere foto di noi da ragazzi e di ridere o del golfino della nonna o della basetta troppo lunga. Ma il look "stracciato" no, quello è imperdonabile. Quell'aspetto volutamente e accuratamente trasandato, con il capello spettinato, il jeans strapucchiato e rattoppato, lo stivaletto da "vaquero de la pampa"... che sembra voler dire: "vieni qui che ti strapazzo"... No, No, No. ...Perchè poi ci si affeziona, all'appannato specchio, e allora è difficile, nel tempo, riciclarsi con un aspetto più composto. Ed ecco che allora si arriva a 50 anni e anche più aggirandosi per le urbs con occhiolino torvo nascosto dall'occhiale alla page sotto pelli raggrinzite dall'abbronzaturia o più semplicemente dal tempo che, ahimè, passa anche per gli stracciati for ever. Stracciati si diventa e si rimane. For ever Sob!
giovedì 19 settembre 2013
BABY BOOMERS
Generazione ‘boomer’ convenzionalmente quelli nati tra la fine della seconda guerra mondiale e la metà degli anni ’60 (così me l’hanno passata). I figli del ‘boom’ economico. Ci sono dentro in pieno e con me molti di voi; Tra i 45 e i 65 (di taglia e di età). Tra i primi e gli ultimi un abisso: chi ha potuto raccogliere e chi arranca, chi è andato sulla Luna e chi circolava con la 127 a domeniche alterne: si capisce che la prospettiva cambia. Il mio interesse si insinua nelle pieghe: chi è cresciuto credendo nel futuro e nella meritocrazia, nell’equazione studio-lavoro-guadagno-vita felice e chi, invece, si esprime a fatica(non col verbo ma con la vita). Oggi a 50 anni si è ancora ‘ragazzi’, molti devono ancora trovare la propria strada: ma è un insulto o un complimento? Boomer, la generazione che ‘può tutto’, ‘ritoccata’ tutti belli, sani e lisci lisci, in crociera o in discoteca; nuove mogli e freschi (o rinfrescati) fidanzati, taccazzi e sorrisi smaglianti (le smagl…gliature però riescono sempre a essere genuine…eh eh eh…). A noi donne ci hanno pure detto che possiamo ancora produrre figli a 50 anni... Mi hanno regalato un libro che tratta questo tema, un saggio americano. Prima non sapevo di essere una ‘boomer’, credevo solo di essere Silvia perché a mio padre piaceva la poesia ( e invece si è trovato tra le mani una selva…); pensavo che la mia vita sarebbe stata simile a quella dei miei ‘matusa’ e avevo un certo tipo di aspettative, ad esempio quelle di un mondo infinito. Quando mai ho letto quel libro! Fantastico e rivelatore: ma non tutte le rivelazioni, si sa, vanno via lisce. Noi boomer non abbiamo conosciuto la guerra e non siamo capaci di fare provviste; eterni Peter pan dal cuore grande così. Abbiamo bandito il DDT. Forti aspettative su di noi e grandi possibilità. Ma poi…? Poi arrivano gli ‘X’ e gli ‘Y’ e gli ‘Z’. E la vita continua.
lunedì 29 luglio 2013
IN CONTINUA RIPARTENZA
Non pensavo fosse così impegnativo conoscere se stessi.
Non avrei mai creduto di dovermi "imparare" da zero.
Se mi avessero predetto che avrei dovuto fare amicizia con "una me", non lo avrei mai creduto.
Sono Silvia, proprio quella silvia, quella persona che è morta tante volte e tante volte è rinata.
La vita mi ha riservato la grazia di ripartire da una landa desolata, da un'area dismessa, inseguita da un albero che non mi molla mai....
Mi sto ri-scoprendo, eppure ho sempre abitato in questo corpo, mi sono sempre nascosta tra i capelli e le persone non mi hanno conosciuta e io ho compreso molto poco; forse i Sufi mi hanno spiegato un orizzonte nuovo. Chissà.
Sto imparando a incontrare ciò che non sapevo di avere: un tesoro di vita. Ora che la vita è tornata vorrei creare il dipinto più suggestivo che sia mai stato fatto in onore di una vita ritrovata.
Silvia, luglio 2009
DIMENTICATI
Il quartiere, un tempo molto popolato, è rimasto in stato di abbandono pressocchè totale sino ai primi anni '90 quando venne in questi luoghi girato il film di Spielberg: "Schindler's List. Il grande evento mediatico (due premi Oscar) ha acceso un lumicino nel quartiere che piano piano ha cominciato a ripopolarsi e a recuperare qualche immobile. Ripopolarsi...oddio, è una parola impegnativa; diciamo che qualcuno vi abita.
L'aspetto complessivo è più da bassofondo che da quartiere borghese quale era un tempo.
Gli edifici, anneriti dal tempo, presentano stati di incuria per noi impensabili: serramenti vecchissimi, consumati, rotti (ma d'inverno come fanno, col freddo che fa?), murature cadenti, portoni squasciati, come documentato dalle immagini. La maggior parte dei palazzi sono abbandonati e tranne due, tre finestre oscurate da squallide ptendine sintetiche, tutto tace.
Tutto rotto, annerito, svuotato di senso, come se non importasse niente a nessuno del luogo in cui vive.
Se ci si apposta fuori dalle numerose sinagoghe durante il Shabbat alla fine del rito, è possibile vedere capannelli di uomini con in testa la kippah dileguarsi. Non vi è presenza di donne tra loro. Di sabato non ti fanno entrare.
Le immagini sono in bianco e nero, come il giorno in cui sono venuta qui e pioveva, con 12 gradi e il cielo grigio: come gli intonaci, i mattoni, le strade, le lapidi dei morti dimenticati.
Speriamo che il tempo e l'operosità umana ripristini -oltre agli intonaci- anche il senso della vita.
domenica 28 luglio 2013
UNA VITA ANCOR PIU' LONTANA

...Ma, a sorpresa, a spezzare il cuore, ecco lungo la strada
alle spalle di questi villaggi
delle autentiche rovine.
Di senso e di sensi.
alle spalle di questi villaggi
delle autentiche rovine.
Di senso e di sensi.
Agglomerati che rinchiudono decine di migliaia di persone alla volta in contesti urbani o agricoli altrimenti bucolici, esprimono con decisione la loro essenza totalmente priva di significato (se mai ne abbiano avuto uno); luoghi-non-luoghi che sopravvivono gementi e sempre più cadenti, come un'infinita agonia. Non è possibile nemmeno chiamarle periferie, perchè non lo sono: compaiono ovunque,
come fiori ormai appassiti.
Iscriviti a:
Post (Atom)





