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lunedì 24 settembre 2012

BELLISSIMAMENTE IMPERFETTI


Chissà perché ci capita di vedere nello specchio un riflesso che non
sentiamo corrisponderci sino in fondo; come mai c’è sempre
qualche pezzettino di noi di cui faremmo volentieri a meno o che vorremmo in più o diverso.

Qual' è la soglia tra imbellettarsi e camuffarsi? Possiamo piacerci così come siamo?

Bellissimamente imperfetti.

Se riuscissimo a far coincidere la percezione che ognuno ha di se stesso
con l’immagine che ci viene restituita dallo specchio ma anche dalle
persone attorno a noi,
forse riusciremmo a vederci più “belli”, belli così come siamo:

bellissimamente imperfetti.

PAZIENZA

"Abbi pazienza"

Questa è forse una delle frasi più in uso.
Ma cosa significa avere pazieza?
E quanti "tipi" di pazienza ci sono?

Penso alla pazienza che ci vuole coi bambini che forse non è la stessa che occorre con i vecchi vecchi. O forse sì; ma anche la pazienza che ti viene chiesta davanti a un malato che non sai se guarirà e come guarirà.
E della pazienza che chiediamo a noi stessi davanti a un'attesa che non si sbroglia mai...?


Pazienza: una parola immensa e profonda come una caverna capace di contenere innumerevoli vite.

sabato 22 settembre 2012

SENSI DI COLPA, a torto o a ragione


Vorrei essere in grado di contare tutte le volte che ho provato almeno un tiepido senso di colpa.
Cento? Mille? Un milione? Mah... non vorrei che mi venisse il mal di testa.

Quante volte ho preso posizioni o espresso comportamenti che mai avrei voluto avere ma che ho avuto
e che nemmeno la patina del tempo è riuscita a rimuovere, o almeno, offuscare.

Quante voltte il nostro malessere ci rende cortecce appassite e insensibili e fa uscire dalle nostre bocche frasi così velenose da rendere impossibile la sopravvivenza medesima del confronto?
Ma noi non siamo cortecce insensibili; così ecco che sorgono i dubbi, emergono i torti e le ragioni
che si azzuffano e si mischiano e ci deridono sino a confonderci definitivamente
le idee.

E così ci sentiamo franare il terreno sotto i piedi
il fiato si fa corto
il nostro sguardo non riesce a vedere la luce del cielo.

Sono i sensi di colpa che ci frenano o ci offrono un'altra possibilità.

mercoledì 19 settembre 2012

BUON VIAGGIO


Dedicato a chi piace viaggiare; a chi piace il viaggiare “lento” e certamente non usuale (e non alla portata di tutti).
A chi crede nel viaggio come scoperta di un itinerario fatto di paesaggi ma anche di silenzi e di incontri, di sorprese, di ospitalità e relazioni coltivate nel tempo.
A tutti coloro ai quali piace viaggiare attraverso i sapori e i profumi delle vite operose che si incontrano lungo il cammino e che si immaginano di sperimentare almeno una volta un’esperienza del genere, che non hanno fretta e non hanno paura degli imprevisti
segnalo i resoconti dei viaggiatori stranieri in Italia tra il XVIII e XIX secolo.

Goethe, Stendhal, lord Byron, Montesquieu e chissà quanti altri.
Proprio Montesquieu racconta (1728 o giù di lì) che “le donne genovesi hanno tanta vanità quanta ne basterebbe per tutte le principesse della terra” mentre ammira la bellezza delle donne fiorentine Di Torino racconta che “è piccola e ben costruita: il più bel villaggio del mondo” ma lamenta che non ti invitano mai a pranzo e di Senigallia ammira una grande fiera “che fa la ricchezza della
città” primato che ingelosisce Venezia (più costosa nel vitto e nel dazio doganale) che sparger false voci, di epidemie in arrivo in Senigallia….

Viaggi faticosi, difficili e non meno pericolosi a schivare briganti, malanni e incidenti.
Viaggi lunghi che potevano durare mesi, certamente élitari considerato che all’epoca la maggior parte della popolazione in tutta la vita non si muoveva dal paese natio; viaggi certamente sorprendenti valicando alte cime e attraversando mari, foreste, pianure con mezzi non sempre confortevoli.

E a noi,
meravigliose memorie che valgono il migliore dei sogni assaporando
le loro esperienze, i loro stupori, le attese, gli amori, gli abbandoni.
Racconti e resoconti naturalistici, letterari, artistici; disagi e piaceri,
incontri e separazioni, bellezze e delusioni: ma sempre, e comunque,
un viaggio.

Naturalmente niente low cost né last minute. Andamento
lento tutto da assaporare alla ricerca delle radici.


lunedì 17 settembre 2012

QUANTO COSTA?



La libertà non ha prezzo, verrebbe da dire; nel senso che è gratis o che costa tanto?
Rivendico libertà di pensiero ma poi mi appiattisco su posizioni di convenienza, parlo di cose già dette e già sentite, 'sicure’, viste e già commentate; scavo nicchie in terreni rassicuranti e mi circondo di filo spinato per evitare di mettermi in discussione e l’ipotesi che le mie collaudate e "autentiche"convinzioni possano venir contaminate e modellate da vite e pensieri altrui non è nemmeno presa in considerazione.
Non se ne parla nemmeno!
Mi aggiro tra luoghi comuni piatti piatti.

Le mie frequentazioni sono "sceltissime" e conformi al mio modo di vedere il mondo e alla mia capacità di comprenderlo e interpretarlo.
Libertà di scelta ma poi, se osservo bene, mi accorgo che il recinto è proprio piccolo.
Libertà di vestirmi come mi pare ma poi m’intruppo in comunità modaiole e se mi distinguo dall’altro è perché madre natura (che non ho scelto io) mi ha regalato un neo sulla punta del naso.

Libertà di pensiero ma poi non so nemmeno perché mi sposo; forse perché mia madre ci tiene tanto, e il giorno del matrimonio sono talmente sfinito dai preparativi che non vedo l’ora che tutto finisca (il matrimonio intero o solo quel giorno?...) non prima però di aver fatto decine e decine di foto ricordo…perché altrimenti chi se lo ricorda il giorno del proprio matrimonio, senza foto, e film stile Century Fox…

Libertà di opinione ma poi abbraccio con certezza ciò che la tradizione mi suggerisce o, peggio ancora, per reazione e rivendicando non meglio precisate libertà di scelta, butto tutto indistintamente senza senso critico; così l’Epifania diventa la festa della befana e non so nemmeno il perché.

Liberarsi dalle nostre fissità e granitiche certezze e vedere la vivacità della vita è una magnifica possibilità ma non è scontata se filtrata da lenti inappropriate. Ma quanto?

Attraverso cosa si esprime la libertà?
La libertà è mimetizzarsi?
La libertà è trasgredire?
Azzannare la diversità? Che non è necessariamente il reietto ma chi è diverso da me e cioè chiunque.

Cos’è la libertà, quanto ci costa?


Silvia

venerdì 14 settembre 2012

LE BUONE RELAZIONI



A volte allacciamo delle relazioni che ci sembrano meravigliose e ci coinvolgono molto; non mi riferisco a quelle amorose in senso stretto -per le quali varrebbe la pena un pensiero a parte- ma a quelle più svincolate.

Ci sono persone con le quali intrecciamo feeling immediati e densissimi: esse ci piacciono subito, la loro compagnia ci scalda e ci rallegra; da loro ci sentiamo compresi e accettati anche per i nostri risvolti meno pregiati; costoro sembrano capirci al volo se non addirittura leggerci nel pensiero e la loro compagnia è per noi un momento molto lieto.
Di loro non valutiamo nemmeno più l’aspetto fisico né quello professionale, il ruolo sociale, la passione politica o il credo religioso.

Altre persone, al contrario, ci ispirano fin da subito antipatia: la voce, lo stile di argomentare e di porsi, che, seppur gentile ed educato, ci infastidisce e, anzi, forse ci insospettisce: in loro troviamo solo difetti orribili e qualsiasi cosa dicano ci annoia e la loro vicinanza fisica ci innervosisce.

Chissà perché alcune persone ci piacciono subito e altre quasi ci fanno orrore?

LE PAROLE NON DETTE


Parole ricamate; impudiche; non conformi; trattenute.

Parole non pronunciate per l'impossibilità di contestualizzarle
ma non prive di significato.

Parole mute che contengono la vita tutta: che sono vita! Che esprimono un altro racconto della vita medesima.

Le parole non dette sono nude, di una bellezza abbagliante: parole tanto dense da non riuscire a passare nell'imbuto della censura.


Le parole che non ti ho detto non per questo non hanno vita.