Raccontare di sé e dell'altro, dell'altro con te e con gli altri. Raccontare del mondo e lasciarsi avvolgere. Senzatimore.
mercoledì 12 settembre 2012
LO SPECCHIO DELL'ANIMA : cambiare vita -parte seconda e ultima-
"Cambiare" si può.
"Cambiare vita" è bellissimo.
Si può cambiare vita tutti i giorni: si può morire e rinascere al contempo decine di volte al giorno.
Cambiare vita non è cambiare scenografia, ma cambiare il cuore, la predisposizione nei confronti della vita medesima.
Cambiare vita non è cambiare musica.
Questo è il malinteso umano
Solo pochissimi cambiano davvero vita, la maggior che si vanta di averlo fatto, in realtà ha cambiato semplicemente indirizzo.
...Avanti il prossimo, avanti la prossima vita,
il nuovo specchio compiacente
domenica 9 settembre 2012
LO SPECCHIO DELL'ANIMA -parte prima-
La buona immagine di noi verso gli altri può facilmente non corrispondere all'idea che ognuno di noi ha di sè o alla realtà di quello che si è veramente: il nostro "contenuto" e non il contenitore.
Siamo chiamati a mostrarci, in un modo o nell'altro, a tessere tele più o meno probabili e verosimili, ma più la tela ha trama labile e debole più il tessuto si logorerà.
Certo, siamo dotati di fantasia fervida che ci permette di inventarci sempre nuovi, con nuovi volti e personalità; ciò che in una vita sognata ci piacrebbe essere, almeno per un po': la buona immagine, appunto. Questa idea, buona e spendibile, può essere lusinghiera perchè ci offre un panorama rassicurante al quale col tempo ci si affeziona fino a confondersi e confonderci del tutto. A molti piacerebbe esibire un bello fantasioso e "politicamente corretto" di sè.
A fronte di queste lusinghe si matura però un forte stress da crisi di identità e da ansia da prestazione:
io non sono io ma quello che gli altri vogliono da me.
Logorante, certo.
E allora cambio pelle come un serpente, per soprvvivere;
allora perdo foglie come capelli.
Allora perdo tutto.
Chi crede di liberarsi dalle costrizioni (che comunque ci fabbrichiamo da noi)che una buona immagine pretende, con un colpo di spugna, un colpo di testa, una funambolica piroetta, è cieco o mistificatore.
Facile figurarsi che sia possibile gettare al macero una vita per inventarsene una nuova. Ma le nostre azioni siamo noi.
La domanda da porsi è da riferirsi agli impegni assunti non al grado di godimento che traggo dai colpi di testa e dalle sfavillanti nuove concquiste.
Mettersi in gioco significa anche onorare gli accordi, e rinunciare a fare i capricci; e qualora non riuscissimo resistere ai capricci, potremo allora cambiare amore, lavoro, città e pettinatura, in barba a tutto e tutti, anche, ma non saremo mai davvero tanto onesti da dire la verità sulle menzogne che abbiamo dispensato a piene mani per paura di perdere la buona considerazione che gli altri hanno di noi e per inventarci una nuova illusoria trama.
Altra vita, altro giro in giostra, altra immagine, altre bugie: un gatto che si morde la coda, o, se preferite, un camaleonte che striscia in gabbia alla ricerca del mimetismo.
Ecco allora che nuovi e ignari interlocutori si affacceranno al nostro ripulito orizzonte e con loro si presenterà il nostro rinnovato apparire, e ci sembrerà di essere belli e felici, ma non avremo mai il coraggio di guardarci per quelli che siamo e accettarci per quelli che siamo e non siamo e non saremo mai.
Quanti matrimoni distrutti, figli infelici, per l'incapacità dell'adulto di liberarsi delle proprie catene e non del contorno, di ammettere che l'illusione infantle del gioco eterno è, appunto, legata all'infanzia.
Dovessimo vivere cento vite, avere mille amanti, cambiare un milione di volte casa, saremo sempre soli con noi stessi a goderci la nostra buona immagine riflessa in uno specchio insincero.
Falsi e debitori saremo così sempre imbrigliati in teorie al limite dell'indecenza per cercare di sostenere l'insostenibile e non avere il coraggio di ammettere che lo specchio nel quale si riflette la nostra anima è impermeabile e ingannevole.
Inconsolabili e piagnucolanti vittime delle nostre azioni e disposti a qualunque artificio per tenere viva un'illusoria scalata su quello specchio per il quale si è venduta l'anima.
sabato 8 settembre 2012
IL RITORNO
Il giorno del ritorno è caratterizzato dalla sveglia ante alba.
Forse è l'eccitazione del viaggio, l'emozione di ritrovre la propria stanza, i libri, la posta accumulata da settimane che giace in attesa di un riscontro.
Posta che porta baci e saluti da posti lontani; lettere o cartoline che veicolano un ricordo da lontano.
Quando torno la prima cosa che faccio è raccogliere la posta: la maggior parte è pubblicità, ma qualche pensiero inatteso e profumato lo trovo sempre. Ancora scritto a mano e ch non parla di lavoro.
La seconda cosa che faccio è annusare l'aria della casa. Un profumo inconfondibile, come una seconda pelle.
La terza: apro le grandi finestre con le persiane ormai storte dalla vecchiaia e ammiro la luce del mio cielo.
Buon settembre. Sono tornata, sono a casa, qui con voi.
Silvia
venerdì 24 agosto 2012
DEDICATO A "N"
Ciao N, che bella questa storia che racconti con struggente malinconia e chiarezza di sentimenti, nella quale riaffiorano sfumature lontane che toccano molti di noi.
Il primo amore non si scorda mai ma il tempo lo smarrisce e lo porta lontano in altri mondi. In altre galassie lontane miliardi di anni luce.
L'acqua del fiume scorre sempre e solo in un senso: verso valle
sino a raggiungere il mare per raggiungere l'infinito e mischiarsi con altra acqua.
Non cadere nell'inganno del tempo perduto.
Lei è ancora bellissima e non è cambiata.
Succede sempre così.
Sono sicura: tu non sei caduto nell'oblio del suo cuore, ma la vita fa il suo corso.
Lasciala andare.
E' una bella storia, la tua: custodiscila con cura nel silenzio del tuo cuore,
ma apriti alla vita in divenire.
...senza più lei che ricorda ancora il profumo di quell' amore appena sfiorato.
venerdì 3 agosto 2012
CHIUSO PER FERIE
Ciao a tutti, a presto.
Vi ringrazio per la partecipazione, per le risposte e gli spunti di riflessione che mi offrite con spirito di confronto, scambio, empatia.
GRAZIE!
Vi ringrazio per la partecipazione, per le risposte e gli spunti di riflessione che mi offrite con spirito di confronto, scambio, empatia.
GRAZIE!
mercoledì 1 agosto 2012
STAND BY
Suspended between love and hate.
Prisoner of my black book which I leave to others to write for me.
I hate this standby state.
I hate the sun dazzles me mercilessly
Prisoner of my black book which I leave to others to write for me.
I hate this standby state.
I hate the sun dazzles me mercilessly
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